Finalmente arriva il piano spiagge. Forse

Finalmente arriva il piano spiagge. Forse

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Il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, noto come Piano Spiagge, non è più una fantasia, in quanto a breve verrà pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Messina, dove rimarrà “in esposizione” per un mese. Entro questo periodo di tempo potranno essere mosse eventuali osservazioni e, poi, verrà sottoposto all’attenzione del consiglio comunale che dovrà condividerne i contenuti. Concluso questo passaggio, il Piano verrà inviato alla Regione per essere analizzato, in conferenza di servizi, da tutti gli enti competenti. L’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, quindi, si riserverà la valutazione finale per poi procedere all’approvazione. Il documento finale che ne verrà fuori consentirà di fissare regole certe e ben precise nell’utilizzo dei litorali, soprattutto nella zona di Torre Faro, dove le coste necessitano di particolare attenzione, visto e considerato che negli ultimi anni l’utilizzo indiscriminato delle stesse è stato ingiustamente riservato a pochi eletti, a discapito della collettività.


6 Comments

domenico

Maggio 3, 2012 at 10:42 am

I privati cittadini possono fare osservazioni su questo piano spiagge?

Torre Faro Web

Maggio 3, 2012 at 12:00 pm

Sicuramente si, ma penso che nel nostro caso siano già decorsi i termini, decorrenti dall'affissione all'albo Pretorio, per poterlo fare.

domenico

Maggio 4, 2012 at 11:46 am

Quindi questo piano spiagge è stato effettivamente pubblicato? Sai se magari sia reperibile online?

Torre Faro Web

Maggio 4, 2012 at 1:52 pm

In effetti, mi sono documentato ed ho saputo che ancora non è stato pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Messina, ma quando verrà pubblicato rimarrà “in esposizione” per un mese, entro il quale si potranno fare eventuali osservazioni.
Per quel che riguarda la reperibilità penso che dovresti consultare l'albo pretorio on line del Comune di Messina, ovviamente quando sarà pubblicato.

domenico

Maggio 5, 2012 at 4:53 pm

Guardate un po' qui (http://albopretorio.comune.messina.it:8080/jalbopretorio/AlboPretorio?servizio=dettaglio&idPratica=18734&amp😉 che bella nuova ho trovato (per puro caso, sfogliando l'albo pretorio online):

nei "lidi balneari" si possono svolgere attività musicali e danzanti! L'ordinanza (un capolavoro di titolo "ordinanza internet point") stabilisce gli orari di svolgimento di queste attività (le musicali devono chiudere entro le 01:00 del giorno dopo al venerdì ed al sabato, le danzanti entro le 03:00 – SIC! -).

Quindi ci aspetta un'altra estate di schifoso fracasso per portare soldi nelle tasche di pochi, a spese di tanti (quelli che non dormono, quelli che comprano i tripli vetri, quelli che forzatamente fanno altro, etc.).

Tutti comunque interpreteranno il senso di Torre Faro come novella Rimini, altro che la natura e tranquillità della "riserva naturale".

Che voi sappiate, sul piano legale, non si può fare nulla contro questa deriva?

PS
Quando il "piano spiagge" uscirà, chi mai se ne accorgerà? Chi mai potrebbe mettersi a cercare online ogni 2 o 3 giorni se per caso sia uscito, visto che anche cercare la stringa "spiagg" potrebbe non essere sufficiente (questa delle serate danzanti all'interno dei lidi balneari andava sotto "ordinanza internet point")?

Torre Faro Web

Maggio 6, 2012 at 8:14 am

Se fossi un organizzatore delle attività musicali, certamente, mi ribellerei per questa disparità di trattamento rispetto alle attività danzanti, meno seriose e coinvolgenti.
Hai ragione, Torre Faro non vuole e non deve essere una nuova Rimini, ma una di quelle località in cui trascorrere tranquillamnete momenti di svago e di relax, ciò non significa, tuttavia, che non si debbano avere quelle strutture necessarie per la recettività e lo svolgimento delle attività a corollario della vacanza "tranquilla". Sicuramente non quelle che l'amministrazione ci prospetta silenziosamente "on line".
Penso che qualcosa si possa fare, quantomeno, per limitare l'impronta "rivierasca" che questa amministrazione vorrebbe dare al nostro territorio, ma occorre la partecipazione dei locali a suon di petizioni ed esposti.

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