Ridateci i cannoni di “Garibaldi”

Ridateci i cannoni di “Garibaldi”

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Recentemente a Messina si è fatto un gran parlare sul recupero dei cannoni seminterrati di fronte al Lanternino posto a guardia della spiaggia di Torre Faro che certi risorgimentalisti obsoleti vorrebbero,  addirittura, far risalire all’epoca garibaldina. Ebbene, il restauro sembra sia stato fatto, tant’è vero che recentemente sarebbero stati esposti, in occasione della Notte della Cultura di Messina, all’interno dell’omonimo Palazzo, ma dei cannoni non se ne vede più neanche l’ombra. Dove sono andati a finire? Non è il caso che ritornino al loro posto?

   

10 Comments

Anonimo

Aprile 24, 2012 at 11:17 am

Condivido. dovrebbero collocarli nel punto in cui sono stati trovati come a villaggio Pace. Anche se ciò potrebbe significare esporre tali reperti ad atti vandalici. Forse si sarebbe potuta trovare una collocazione entro lo stabile dell'horcinus horca.

Anonimo

Maggio 17, 2012 at 2:35 pm

il problema è che non sono cannoni di Garibaldi,ne di nessuno non essendo stato accertato assolutamente nulla; in secondo luogo essendo beni culturali di interesse storico, dovrebbero essere collocati in luoghi protetti e fruibili, come i musei ( che non esistono a Messina), non certo all'aperto o in luoghi in cui si rovinerebbero di nuovo e sarebbero anche vandalizzati; basti infatti vedere che fine hanno fatto i due cannoni borbonici di Grotte, ridotti ad una schifezza proprio grazie alla collocazione all'aperto. Il codice dei BBCC parla chiaro su tutela e conservazione dei beni, quindi la si smetta di buttare risorse pubbliche per recuperare questi reperti, eseguire restauri sommari e poi rubuttarli all'aperto,specialmete in luoghi marini e costieri.Nel caso specifico uno dei cannoni, dopo il restauro ( fatto male) è stato messo al Comune, poi per mesi è rimasto in abbandono a Mortelle ( e lo sanno in pochi) e attualmente è all'aperto al castello del SS. Salvatore , come gli altri due. Ritengo quindi che se vogliono rimettere questi reperti nello stesso luogo del recupero, tanto valeva lasciarli sul posto, evitando di buttare danari pubblici e diffondere falsi storici da record mondiale

Torre Faro Web

Maggio 17, 2012 at 8:57 pm

Hai perfettamente ragione sul fatto che i cannoni non sono riconducibili allo sbarco di Garibaldi in Sicilia, come sedicenti ed improvvisati storici ritengono che sia. Ma, in realtà, la storia dei cannoni di Torre Faro e troppo lunga per essere raccontata in questo commento/risposta.
Si dissente, invece, sul fatto che gli stessi non debbano essere recuperati e ricollocati al loro posto. D'altronde, se questo dovesse significare sperperare il denaro pubblico, non si vuole pensare a quello che succede, ovviamente in maniera più consistente, in questo e negli altri settori della pubblica amministrazione. E poi, chi lo dice che i reperti bellici collocati in un certo modo ed in un contesto più curato, che non è certo quello attuale, non diventino un'attrazione turistica di Torre Faro.

Anonimo

Maggio 18, 2012 at 7:35 am

Un riassunto tecnico lo puoi vedere qui:
http://vesmessina.altervista.org/pubblicazioni_a_cura_dellassociazione.html
Il vizio di collocare reperti del genere all'aperto è in buona parte italico, nonostante le leggi che parlano chiaro. Anche i cannoni sono reperti storici, al pari di altri, che giustamente vengono collocati nei musei. Ti invito a vedere i musei al nord, o in Europa, e volendo anche il museo di Porto Empedocle o quello borbonico di Palermo,per capire che questi beni vanno cmq conservati e non lasciati all'aperto, specialmente in monumenti " al nulla"(altri soldi pubblici da spendere) ,e specialmente quando si sono impiegate risorse pubbliche per il ""restauro"", che invece dovrebbe essere motivato proprio dalla conservazione e tutela in ambienti idonei e non dall'abbandono all'aperto. Questi signori stanno usando beni dello Stato come se fossero loro, visto quello che è successo in due anni ( vedi il mio messaggio precedente). Recuperi ( con mezzi inadatti) dei reperti, li metti a posto ( male), li fai sparire e non li rendi fruibili, e poi dopo 2 anni, li rimetti all'aperto nello steso luogo in cui si sono consumati, tra l'altro esposti anche a potenziali atti vandalici???Questo è uno spreco bello e buono e il fatto che succede di peggio in altri settori, non lo giustifica. E ciò dovrebbe fare imbestialire i cittadini, specialmente in un momento nero come questo. Le attrazioni turistiche sono i musei e con tutte le artiglierie ad avancarica che abbiamo in città, si potrebbe benissimo farne uno a tema, ma ovviamente manca la volontà e soprattutto la competenza, viste le fantasie, le forzature storiche e celebrative diffuse in questi ultimi anni. Una ipotesi potrebbe essere appunto la torre del Faro, si potrebbe fare una proposta ufficiale Poi sai benissimo che la zona è stata “riqualificata” pochi anni fa, e adesso guardacaso si preoccupano di fare nuovi lavori di abbellimento, dopo che la zona è stata lasciata nel degrado totale;e non contenti eliminano anche gli spazi per le auto, in un luogo in cui invece vanno aumentati per stimolare la fruizione. Questa è campagna elettorale; ma se ai cittadini piace farsi prendere in giro, allora peggio per loro.

Anonimo

Maggio 18, 2012 at 8:51 am

L'analisi storico-tecnica più completa riguardo questi cannoni è un saggio di Armando Donato dal titolo "Artiglierie ad avancarica a Messina; storia e caratteristiche", in Armi Antiche, Accademia di San Marciano Torino, bollettino speciale 150 anni Unità d’Italia, Chiaromonte Ed., Torino 2011 (ISBN 9788895721125), pp. 37-87.
Per chi non lo sapesse L'Accademia di San Marciano è la massima istituzione in Italia per quanto riguarda lo studio di armi antiche e storia militare.
Ritengo che si potrebbe utilizzare la parte non utilizzata del "Forte degli inglesi" per allestire un piccolo museo tematico senza lasciare i cannoni all'aperto e vicino al mare. Il recupero della Torre Mazzone invece sembra oggi fantascienza.

Nino(non sono l'"anonimo" dei commenti precedenti)

Torre Faro Web

Maggio 18, 2012 at 1:26 pm

E' ovvio che il recupero dei cannoni di Torre Faro non deve essere fine a se stesso, nè gli stessi devono diventare un monumento al nulla, ma quando si è parlato di ricollocazione si intendeva in un contesto consono ai fatti storici che questi reperti bellici rappresentano. Si è d'accordo, una volta restaurati, nel collocarli in un posto protetto dagli agenti atmosferici e dai vandali, a tal proposito, anni or sono, si parlò di museo del mare nel poco utilizzato Forte degli Inglesi – come suggerito dall'anonimo Nino in un recente commento al post -, ma nessuno prese in seria considerazione la conversione, in questo senso, del datato manufatto. Quello che importa, comunque, è che i cannoni tornino a Torre Faro.

Torre Faro Web

Maggio 18, 2012 at 1:46 pm

Anonimo Nino, il tuo suggerimento per la ricollocazione dei cannoni di Torre Faro all'interno del Forte degli Inglesi è storia passata, considerato che il datato manufatto è nella disponibilità di Enti che, presumibilmente, non vogliono alcuna ingerenza ed imposizione da parte delle altre istituzioni. La colpa è nostra che non abbiamo mai tutelato i nostri interessi e ci siamo occupati poco delle cose del nostro bel paese. Si potrebbero fare tante altre cose, come il recupero della Torre Mazzone – da te auspicato -, ma i fatti restano fatti e le parole si disperdono nel vento.

Anonimo

Maggio 18, 2012 at 2:26 pm

e quali sarebbero i fatti storici che giustificano un monumento?Io ho letto e sentito solo fesserie dettate più da forzature storiche e celebrative che analisi scientifiche. E se anche così fosse, i reperti d'epoca , una volta recuperati vanno conservati in appositi luoghi,così come avviene per gli altri. I monumenti si possono fare senza mettere necessariamente reperti storici.Se volevano commemorare i Mille, avrebbero poutoto rifare il monumento una volto posto in una piazza del paese, ma ne sconoscevano l'esistenza.L'unico modo consono di collocare i reperti a T. Faro è quello di metterli al chiuso, ovviamente in un luogo fruibile (ci potrebbero essere altri spazi da riutilizzare), così come prescrive la legge .Le ipotesi di monumenti in luoghi all'aperto sono anacranostiche e irrispettose, tipiche di una città ridotta alla fame,che però butta danari pubblici per esporre beni che farebbero la fine che fanno tutti i monumenti di Messina, e un esempio eloquente lo abbiamo a Grotte. Consiglio di ricordarvi di tutto ciò, comprese le torri martello, nel 2013, alle prossime elezioni.Se si è permesso di distruggere un posto fantastico come C. Peloro,senza dire una parola, significa che anche a molti cittadini piace così.

Torre Faro Web

Maggio 18, 2012 at 5:56 pm

I fatti storici sono quelli del Regno di Ferdinando IV di Borbone e, comunque, nei precedenti post/commenti (almeno quelli riferibili a questa redazione) non si è parlato affatto di erigere i cannoni di Torre Faro a monumento, anzi si è detto di collocarli in un luogo più adatto – sempre a Torre Faro – ed al riparo dagli agenti atmosferici e dagli atti di vandalismo, condividendosi, addirittura, quanto da Lei rappresentato.
Questa redazione, comunque, avrebbe il piacere di poterLa identificare (a mezzo invio della Sua email al seguente indirizzo di posta elettronica: info@torrefaro.it), al fine di concederLe l'autorizzazione a postare direttamente su questo blog, magari argomentando su altri reperti storici che si trovano nel villaggio di Torre Faro.

Anonimo

Maggio 19, 2012 at 5:58 am

visti i pezzi, la datazione risulta precedente al periodo di F IV (che invece è lo stesso dei pezzi di Grotte),quindi i fatti storici non sono chiari, ne chiariti, perciò non si può avere certezza di nulla . Ecco perchè il monumento che hanno ipotizzato da due anni e che vorrebbero fare (potete andare a verificare in loco), non avrebbe senso, se non quello politico.Su tutto il resto sono d'accordo, ma purtroppo c'è qualcuno che vuole fare diversamente.Vi contatterò via mail.Grazie per la disponibilità.

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