Il punto sul piano spiagge a Torre Faro

Il punto sul piano spiagge a Torre Faro

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Il piano spiaggia appena pubblicato configura, almeno nella zona di Torre Faro, una enorme lottizzazione dell’arenile e, delle lottizzazioni, riproduce il carattere di unilateralità e di privatezza. Unilateralità perché espressione di un solo soggetto corporativo, quello degli esercenti: sono completamente assenti, nelle preoccupazioni pianificatorie, le figure dei cittadini e di quel turismo che doveva essere, nei programmi dei nostri amministratori, il grande protagonista dello sviluppo di Capo Peloro. Privatezza perché, pure all’interno di quella sola categoria, evidenzia privilegi e sperequazioni a favore di chi è più forte: i “clienti” sono tutti “uguali”, ma c’è sempre qualcuno più “uguale” degli altri.
Questo piano, invece, potrebbe essere l’occasione per un progetto organico e complessivo che redistribuisca i vantaggi di una risorsa, così importante per Torre Faro, con equità (fra i balneatori e non solo) ed equilibrio (fra gli interessi dei balneatori e quelli dei cittadini, dei turisti e delle categorie produttive che nutrono aspettative dallo sviluppo del turismo). Potrebbe anche essere un punto di partenza per delineare l’assetto urbanistico sulla costa e per affrontare il problema della qualità delle acque al di fuori delle definizioni burocratiche e formali – sebbene con un loro livello di indubbia utilità – delle bandiere blu o ancora  per pensare un utilizzo di maggior periodo della costa e delle strutture ivi insediate. Potrebbe, inoltre, servire a mandare un segnale di fermezza di fronte agli abusi e restituire un po’ di dignità a quelle norme sulla cui stesura i nostri amministratori spendono tanto dei loro consigli.
E invece non è niente di tutto questo.
Osservate gente, osservate


3 Comments

Anonimo

Maggio 23, 2012 at 9:26 pm

non trovo niente di piu' vero (e giusto)in quello di cui sopra,approvo in todo..

Anonimo

Maggio 26, 2012 at 8:15 am

Complimenti per il Blog. Dimostra un cambio di atteggiamento nei confronti del territorio del Faro. Per anni sono stato abituato a vedere i "faroti" impassibili o, meglio, rassegnati dinanzi alle problematiche della propria terra. Per la serie: "mi lamento ma non faccio nulla per cambiare lo stato delle cose". Questo blog, chi lo ha creato, e chi vi partecipa positivamente dimostrano, dal mio punto di vista, un segnale di inversione di tendenza, di amore per il proprio territorio, di coscienza del negativo e di volontà di miglioramento. Saluti, Roger.

Torre Faro Web

Maggio 26, 2012 at 2:32 pm

Bravo Roger, hai centrato perfettamente l'argomento ed il senso di questo blog. E' vero che il cosiddetto "faroto", appellativo con cui il personale di questa redazione si pregia di essere identificato, fà parte di quella categoria di persone che si lamenta sempre delle cose che non vanno, ma che non fà niente per poterle cambiare, ma è altrettanto vero che tale atteggiamento è dovuto un pò alla pigrizia che lo caratterizza – essendo, per mentalità e/o per convenienza, abituato a curare il proprio orticello e a non guardare in quello comune – e soprattutto alla manifesta insofferenza per il mondo della politica, perchè, dopotutto, è di questo che stiamo parlando. I "Faroti" o sono grillini o si lasciano trasportare dalla direzione della corrente. Il fatto è che l'essere in un modo o nell'altro non potrà mai fare bene a questo territorio.
I "Faroti" devono solo acquisire coscienza dei propri mezzi, solo in questo modo riusciranno a cambiare le cose che non vanno, senza aspettarsi che ciò venga fatto da altri, il cui unico interesse personale è quello di rimanere attaccati alla sedia su cui, inconsapevolmente, gli stessi "Faroti" li hanno fatti accomodare. Inconsapevolmente, perchè la buona fede dei "Faroti" si presume sempre, considerato che gli stessi – ma in genere tutti i cittadini di Messina – non hanno mai pensato che l'interesse della collettività fosse una questione solo ed esclusivamente politica, anzi dovrebbe essere la sola questione che dovrebbe riguardare la vera politica.
Lo scopo del blog è, dunque, proprio questo, ovvero quello di smuovere le coscienze dei "Faroti", affinchè coalizzati – senza referenti di sorta – trovino la soluzione ai loro problemi e siano gli unici responsabili delle proprie scelte.
Questa redazione, scusandosi per il prolungato sfogo, resta lusingata dai complimenti da Lei elargiti a questo blog e La invita a farsi identificare (a mezzo invio della sua mail all'indirizzo di posta elettronica: info@torrefaro.it), al fine di poterLe concedere l'autorizzazione a postare sullo stesso, considerato che il punto di vista di un non "Faroto", ma amante del Faro, è sempre ben accetto ed, a volte, risolutivo.

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