Monthly Archives: Dicembre 2012

Annoso problema irrisolto a Torre Faro

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Una lamentela accorata è giunta a questo Blog da parte di quanti hanno manifestato in passato e manifestano ancora oggi il loro disagio per la fuoriuscita di copiosi liquami dal tombino della condotta fognaria posto sotto piazza Feluca di via Torre. Ed infatti, da diversi anni, durante le precipitazioni meteoriche, dal suddetto tombino, posto a ridosso delle imbarcazioni, trasbordano enormi quantità di maleodoranti liquami che, oltre a rendere l’aria nauseabonda ed irrespirabile, impediscono ai diportisti ed agli avventori – in estate ai bagnanti – di accedere alle proprie imbarcazioni ed alla spiaggia senza doverli calpestare.
La causa, probabilmente, è da individuarsi nel malposizionamento del citato tombino – posto ad un livello inferiore rispetto alla condotta fognaria principale – dove confluiscono le acque nere di alcune abitazioni prospicienti la spiaggia e, durante le precipitazioni, quelle che, trasbordando dalla suddetta condotta, vanno a finire proprio nel tombino che a causa delle sue ridotte dimensioni non riesce a contenere il materiale fognario (probabile soluzione pompa di sollevamento – n.d.r.). 
I frequentatori della zona non intendono piu’ convivere con tali disagi anche in considerazione del fatto che, di recente, la fuoriuscita di liquami si è verificata anche in assenza di precipitazioni.
I tecnici delle varie amministrazioni intevenuti nel corso degli anni, come anche i consiglieri del VI° quartiere, hanno sempre garantito di risolvere il grave problema, ma in realtà non hanno fatto altro che scaricarsi le responsabilità e le competenze l’uno sull’altra.
La protesta pervenuta alla redazione del blog vuole essere l’ennesimo richiamo ed un ulteriore grido di allarme per le cattive condizioni igienico-sanitarie dei luoghi, con la speranza che si possa prendere in considerazione un’istanza formulata e rimasta inascoltata da anni che, tuttavia, necessita di una risposta immediata.
A breve verranno pubblicate altre foto dove la fuoriuscita di liquami si appalesa in maniera molto più evidente.   

Foto scattata il 30.12.2012


Ancora sprechi d’acqua a Torre Faro

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Purtroppo si è verificato ancora un guasto nella rete idrica di Torre Faro in zona via Circonvallazione Tirrenica dove, da circa una settimana, una consistente perdita d’acqua allaga circa 200 metri di strada. Questo, come quello che si è denunciato qualche giorno fà su questo blog, rimangono problemi ancora irrisolti dalla nostra amministrazione, nonostante il grave danno che tutto ciò sta comportando per la collettività. Si aspetta, comunque, fiduciosi.
   

Torre Faro e la teoria di machiavelliana memoria

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Una breve premessa è d’obbligo a questo post, considerato che in questo blog tutto quello che viene pubblicato non viene appositamente denunciato per mettere in cattiva luce chi dovrebbe occuparsi della risoluzione delle problematiche che affliggono la nostra comunità, ma rappresenta il risultato di situazioni casulamente rilevate e mai ricercate.
Proprio qualche giorno fà si criticò l’amministrazione per la mancata rimozione dei grossi rami di tamerice dalla piazzetta di via Torre (ndr – poi rimossi), oggi, invece, non può farsi a meno di criticare la stessa per non avere ancora tamponato la copiosa perdita d’acqua proveniente dal pozzetto dell’enel posto all’incrocio tra la via Fortino e la via Biasini. Non può non evidenziarsi,oltre lo spreco d’acqua – protrattosi da circa 7 giorni -, la pericolosità della situazione che si è venuta a creare, considerato che all’interno del citato pozzetto, probabilmente, passa l’alta tensione, ma come sostenne qualcuno in passato “la storia si ripete” e Torre Faro non sfugge alla teoria formulata dall’illustre politico fiorentino. Ma che monotonia.      


A Torre Faro “piccoli amministratori” latitano

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Dopo quasi quattro settimane dalla violenta “sciroccata” che si è abbattuta su Torre Faro, ancora non sono stati rimossi dalla piazzetta di via Torre i grossi rami staccatisi dall’albero di tamerice piantato all’interno della stessa. Non si comprende il motivo per cui il groviglio di sterpi non sia ancora stato rimosso, nè si può pensare che l’amministrazione non ne sia stata messa al corrente, considerato che si trova ammucchiato subito dopo il margine della sede stradale e, quindi, ben visibile a tutti coloro che percorrono la suddetta via. Siamo sempre alle solite i “piccoli amministratori” latitano anche nel risolvere queste semplici problematiche.

   


Insofferenti e pigri si, ma mai pecoroni

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Torre Faro sembra sia diventato per gli “Italiani” un paese del quarto mondo, come l’Italia, con le dovute proporzioni, per gli “Europei” e non solo.
Accade, nei fatti, che nella mattinata di qualche giorno fa una ignara compaesana si senta aggredita verbalmente da una anziana signora del “continente” (de Roma) in spasmodica attesa, insieme al marito, alla fermata dell’autobus di via Torre. “Siete dei pecoroni voi Faroti” borbottava ad alta voce la “straniera”, come se lei non lo fosse più, essendosi, anticipatamente, dichiarata nativa dei luoghi. La malcapitata compaesana, dopo aver tentato invano di spiegare che la colpa per il ritardo dei mezzi pubblici non poteva attribuirsi alla gente del Faro, la tacciava di maleducazione ed, all’inveire della stessa, la congedava con grande sdegno e, poi, indifferenza. Nella animata discussione interveniva un’altro compaesano doc che con l’infallibile “metodo cesaroni”, tipico delle parti della “oriunda farota” alzava i toni della discussione, profferendole testuali parole  “noi siamo pecoroni però voi venite qui a romper le palle“, insomma chi disprezza compra.
Ora, si può comprendere in un certo qual modo che certe parole possano essere utilizzate dai “Faroti” contro i “Faroti”, ma è inconcepibile che queste vengano utilizzate da persone che non vivono la nostra realtà che con tutti i difetti che può avere, di certo, non può essere paragonata a quella, ben peggiore, in cui vive stabilmente la signora “romana naturalizzata” dove i residenti non hanno più il piacere di uscire liberamente e spensieratamente per fare una passeggiata senza pensare di poter correre il rischio di essere aggrediti ed, in alcuni casi, violentati. A questo punto delle due quale è la cosa peggiore? Ai posteri l’ardua sentenza.
In questo stralcio di vita quotidiana paesana, tuttavia, una riflessione è d’obbligo, in quanto la gente di Faro, pur non essendo certamente “pecorona” è sicuramente insofferente a quello che le accade intorno e pigra nell’aspettare che qualcun altro metta a posto le cose.                 

Torre Faro paese meta di artisti “navigati”

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Vi ricordate il tocco d’arte che qualche anno fà il Consiglio Comunale della nostra città voleva dare all’antico borgo marinaro di Torre Faro?
Ebbene, anche se in questo difficile momento il Comune di Messina ha ben altre problematiche a cui pensare e da risolvere, non è chi non veda come quello del cosiddetto “piano del colore” fosse solo un’altro fantasioso progetto redatto dall’ex amministrazione Buzzanca (anche se ideato dalla precedente amministrazione Genovese), utile a prendere tempo e ad ingannare tutti coloro che, invano, aspettavano l’inizio della tanto fantomatica quanto evanescente “Riqualificazione urbana e funzionale del villaggio dei pescatori di Torre Faro” a sua volta inclusa all’interno del Pit 12 denominato “Eolo, Scilla e Cariddi”.
Per rinfrescare la memoria è utile ricordare che il suddetto progetto – ovviamente quello del piano del colore – prevedeva la suddivisione del borgo marinaro in sei comparti (il primo tra via Primo Palazzo e via Nuova, il secondo tra via Nuova e largo Cavallaro, il terzo si snodava lungo via Lanterna; il quarto si concentrava attorno a via Pozzo Giudeo; il quinto comprendeva la fascia tra le vie Fortino e Biasini ed il sesto l’area tra via Biasini e Torre Bianca), in ognuno dei quali avrebbero dovuto essere disegnate delle grandi icone ispirate all’arte di Gaudì, con tema dominante il mare. L’obiettivo, insomma, era il restyling dell’intera area mediante la pianificazione del colore dei manufatti e dell’arredo degli spazi urbani.
Orbene, al di là della necessità o meno di realizzare un tale progetto (approvato, comunque, senza alcuna manifestazione di consenso della collettività residente), non può revocarsi in dubbio che lo stesso non debba essere confuso con il progetto ben più serio della riqualificazione dell’area di Capo Peloro che ancora una volta è stato messo da parte e/o, artatamente, ricondotto a più o meno serie “iniziative” che con la sistemazione di Torre Faro non hanno nulla a che vedere.  

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