Accorinti, attento al lupo

Accorinti, attento al lupo

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Dopo le elezioni si cominciano a fare i nomi di coloro che dovranno occupare le poltrone di palazzo Zanca. Ad esempio quelle dei componenti del collegio di difesa del Comune che, intanto, torneranno ad essere otto e non più 15 e guadagneranno solo in base alle parcelle che emetteranno per ogni singola causa (senza più percepire il fisso mensile di € 1500 che in questi anni ha fatto lievitare i costi di Palazzo Zanca), ma che, presumibilmente, continueranno ad essere uomini di apparato, considerata la rosa di nomi che sono al vaglio di Accorinti e della sua squadra.
A tal proposito circola già qualche indiscrezione ed i nomi che vengono fuori non sono esattamente “nuovi” come ci si aspetterebbe, pur se in possesso di indubbie qualità professionali. In cima alla lista, infatti, ci sono Arturo Merlo, già tra la schiera degli avvocati comunali ed Antonio Cataliato, ex assessore all’Urbanistica dell’amministrazione Genovese. Che i suddetti avvocati abbiano indubbie qualità professionali, si ribadisce, è fuori discussione, ma che siano uomini di apparato è, altrettanto, fuori discussione. Che vi siano altri e più giovani avvocati (soprattutto amministrativisti come i suddetti vedi ad esempio Ferruccio Puzzello ed altri – ndr.) di indubbie qualità professionali è fuori discussione, ma che in questa fase non siano presi in alcuna considerazione è altrettanto fuori discussione.
Quanto sopra porta ad una serie doverosa di riflessioni. Ma dov’è il cambiamento e soprattutto il cambiamento dal basso che il volenteroso Accorinti vorrebbe attuare? Ma la sua lista ha veramente gareggiato da sola? Ed il buon Calabrò forse non era il candidato di tutte le liste della sua coalizione? Forse siamo alle solite o forse no, ma è indubbio che così cominciando non si cambierà mai e non si risolverà mai niente.       

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