Monthly Archives: Dicembre 2013

Torre Faro Blog – Speciale Post 2013

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Torre degli Inglesi ed ex Tiro al Volo di Torre Faro (Parco Horcynus Orca), concessioni giacenti
VI quartiere, ore 9, Incontro con comandante Samiani e assessore Cucinotta per petizione contro pesca di frodo
Il Pilone di Torre Faro, Accorinti e gli uccelli disorientati
E’ iniziato il declino del Pilone di Torre Faro (Capo Peloro)
A Torre Faro e Ganzirri meglio l’autonomia a questo decentramento
“Partecipazione Pubblica” ed attuazione del “Decentramento”, uniche ancore di salvezza per l’amministrazione Accorinti
Pericolo di incendio nell’area “Pilone” di Torre Faro
Per due giorni Torre Faro capitale mondiale dell’apnea
Il Pilone di Torre Faro tra storia, leggenda e – speriamo di no – tragedia
Caos infernale a Torre Faro, ZTL indispensabile
Accorinti, attento al lupo
Vince il cuore, ma anche l’astensionismo – Renato Accorinti Sindaco di Messina
Ballottaggio alle amministrative 2013 di Messina – Accorinti il cuore, Calabrò la ragione
Torre Faro continua a non essere terra nostra
Riprendiamoci Torre Faro, questo è il momento
Elezioni amministrative del 9/10 giugno 2013 – Campagna Riprendiamoci Torre Faro – I candidati di Torre Faro
A Torre Faro pesca illegale, mentre le autorità latitano
Riprendiamoci Torre Faro – Consigli utili per un voto utile
Elezioni presidenziali – situazione politica abnorme
Diventa anche tu cittadino attivo
Delfino spiaggiato a Torre Faro
Ma quale spanding review – Crocetta così sei uno di loro
A Torre Faro – ma non solo – strade gruviera
Ecco riaffiorare il problema del libero accesso alle spiagge
Illusione politica, madre della solita confusione
A Torre Faro, condotte idriche e fognarie fatiscenti
Roba da matti, Berlusconi ci ha salvati dal fallimento
Confusione politica figlia della solita illusione
ZTL si o ZTL no


Torre degli Inglesi ed ex Tiro al Volo di Torre Faro (Parco Horcynus Orca), concessioni giacenti

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Ebbene si, stiamo parlando proprio della Torre degli Inglesi, forte ottocentesco ad uso militare che deve il nome all’occupazione britannica avvenuta nei primi anni del XIX secolo, e dell’ex Tiro al Volo, struttura originariamente edificata per la pratica dello sport del tiro al piattello, entrambe convertite da qualche decennio nel Parco Horcynus Orca, fondato sotto i migliori auspici e con buoni propositi, ma in realtà gestito dall’omonima fondazione come una proprietà privata, il cui unico scopo, a questo punto, è quello di evitare “intrusioni” da parte di alcuno. Ed infatti, a parte la manifestazione dell’Horcynus Festival, organizzata ogni anno dalla fondazione tra la fine del mese di luglio ed i primi giorni del mese di agosto ed a qualche sporadica visita dell’area, “tassativamente e privatamente programmata”, il Parco Horcynus Orca, per tutto il resto dell’anno, rimane chiuso e, quindi, non accessibile ed utilizzabile dalla collettività.
Gli auspici ed i propositi di cui si è parlato pocanzi dovrebbero indurre i vertici della Fondazione a programmare eventi e manifestazioni ed a presidiare costantemente l’intera area, regolamentando gli orari di ingresso e di uscita dalla stessa, nonchè adottando efficaci strategie di marketing per implementare l’afflusso dei visitatori. In buona sostanza, occorre che la Fondazione dia un senso ad una concessione amministrativa di così tali dimensioni e cotanta importanza, almeno per i locali che, invece, la vedono come una proprietà di cui gli è stato sottratto l’uso e/o, addirittura, di cui sono stati espropriati forzosamente.
Senza voler dire con questo che la Fondazione non persegua i propri scopi, ma di certo non lo fa in quei luoghi, se si esclude quanto sopra. Ma allora se così fosse perchè non dare spazio e spazi ad altri? Domanda a cui “certamente” non è “facile” dare una risposta quando i progetti di riqualificazione di una determinata area devono obbligatoriamente passare per il vaglio della solita obsoleta politica.

Il Parco Horcynus Orca



Pesca di frodo tra Mortelle e Capo Peloro. Servono fondi per collocare i dissuasori

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Riporto un articolo pubblicato in data odierna su tempo stretto.

Gli assessori Ialacqua e Cucinotta, alla seduta di Consiglio del VI quartiere, hanno assicurato il loro impegno per richiedere fondi al fine di contrastare la pesca a strascico, che mette a rischio la sopravvivenza di intere specie di pesci, caratteristici del mare dello Stretto di Messina
Verrà costituito un tavolo tecnico per ottenere i fondi necessari per la collocazione di dissuasori e simili, come unica soluzione per contrastare la problematica della pesca a strascico e tutelare l’equilibrio eco ambientale dello Stretto.
E’ l’esito dell’incontro, nella sede del VI quartiere, tra i rappresentanti del territorio e gli assessori Ialacqua e Cucinotta, che hanno assicurato il loro impegno.
Nei giorni scorsi, il consigliere Saverio Arena aveva raccolto le firme per una petizione popolare che ha visto unito e compatto un intero villaggio. Ed anche il consigliere Giuseppe Sanò si era interessato alla vicenda.
“Il mare non è una fonte inesauribile – afferma Sanò -. Durante la scorsa primavera, tutti i giorni, pescherecci provenienti dalla vicina Calabria si alternavano con reti a circuizione fino a quando l’ultimo pesce catturabile fosse issato sulle loro imbarcazioni. E tutto questo avveniva nelle acque antistanti a quella che doveva essere la riserva naturale di Capo Peloro, che ricordo essere inserita tra le zone Natura 2000.
Perciò, come stabilito dall’articolo 4 del Regolamento CE 1967/2006 del Consiglio dell’Unione Europea, è vietata la pesca con reti da traino, draghe, ecc.”.
Anche le rivalità tra i pescatori sono state superate e la richiesta unanime è quella di proteggere un intero habitat naturale: “Come la posidonia oceanica, simbolo del benessere del nostro mare – conclude Sanò -, anche alcune specie di pesci sono ormai presenti solo nei ricordi di qualche vecchio pescatore. Invertiamo la rotta, oggi siamo ancora in tempo. Chiediamo alle autorità competenti di lottare insieme a noi per ottenere i fondi, tra l’altro esigui se si considera la nobiltà dell’intento, necessari alla messa in sicurezza del nostro mitico e leggendario mare, affinché la nostra progenie possa continuare a godere dei suoi frutti”.

Un ringraziamento oltre che alla giunta comunale intervenuta, va al Primo Maresciallo NP Tommaso Baluci e al Capo di 1^ Classe NP Massimiliano Capogatti della Guardia Costiera per l’impegno preso con il consiglio della VI Circoscrizione
Giuseppe Sanò

VI quartiere, ore 9, Incontro con comandante Samiani e assessore Cucinotta per petizione contro pesca di frodo

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Quotidianamente nel sottocosta del mar Tirreno, nelle acque antistanti a Torre Faro, viene praticata una pesca intensiva con reti a strascico e similari ad una distanza a volte anche sotto i 100 metri ed in un fondale di pochi metri. Presto tornerà ad essere il periodo della riproduzione delle ricciole. I pescherecci, una volta individuato il banco, lo circuiscono per intero impedendo il naturale ripopolamento. Ogni giorno qualcuno chiama la Guardia Costiera, ma ormai da mesi inutilmente. La situazione richiede un intervento reale, gli abitanti della zona si sentono traditi da chi dovrebbe difendere quello che per molti rappresenta la storia del paese. Siamo un po’ tutti stanchi di vivere di ricordi e di racconti di quei pochi fortunati che hanno potuto vedere e gioire della pescosità dei nostri mari.Il presidente del VI quartiere, Orazio Laganà, ha invitato ad un incontro l’assessore Filippo Cucinotta ed il Comandante Samiani della Guardia Costiera per rispondere ad una petizione popolare, coordinata dal consigliere Saverio Arena, che chiede un loro fattivo aiuto.

Di seguito allego il link ad un sito di una ditta specializzata nella realizzazione di dissuasori antistrascico 


 http://www.tecnoreef.com/

Giuseppe Sanó



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