Perchè Torre Faro e non Cariddi?

Perchè Torre Faro e non Cariddi?

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Molti compaesani si chiedono come mai il nostro incantevole borgo debba chiamarsi Torre Faro e non, invece, pregiarsi dell’appellativo di Cariddi, come qualche lungimirante maestro elementare, fino agli anni ’70, obbligava a scrivere nelle intestazioni dei compiti svolti dai propri scolari. D’altronde, non sono nemmeno certe le origini del nome di Torre Faro che, alcuni, farebbero discendere dalla presenza di un importante faro risalente all’età romana ed ancor prima da punti di illuminazione che servivano ad aiutare i naviganti ad attraversare lo Stretto di Messina, mentre, altri, ipotesi questa meno plausibile, farebbero derivare dal nome dei Pharii, genti greche della città di Pharis che si sarebbero spostate nella zona di Capo Peloro dalla Laconia.
In buona sostanza, nell’uno e nell’altro caso, vista l’incertezza, non potremmo mai vantare alcuna origine storica del nome e, di conseguenza, della cultura e delle tradizioni del nostro borgo. Per di più la Torre ed il Faro non sono gli unici suoi simboli e nemmeno quelli più importanti, vista l’imponenza con cui si manifesta all’attenzione degli sparuti visitatori l’attrazione principale, ossia il “Pilone”, la “Torre Eiffel” d’Italia.
Allora, non vi è dubbio che l’appellativo di Cariddi è quello che si addice di più al nostro villaggio, considerato che, dal punto di vista storico-mitologico, è menzionato, insieme a Scilla, anche nel canto XII dell’Odissea di Omero, ove si narra che Ulisse preferì affrontare Scilla per paura di perdere la nave passando vicino al gorgo Cariddi, gigantesco mostro – figlio di Poseidone e Gea – simile ad una lampreda che, con la sua immensa bocca, formava dei vortici marini capaci di inghiottire le navi di passaggio.
Senza contare il fatto, di non poca importanza, che l’eventuale nuova denominazione potrebbe consentire all’antico borgo marinaro di ottimizzare l’attività di promozione dell’offerta turistica ed incrementare lo sviluppo economico della comunità locale, in una sintesi ideale che, unendo il passato al presente, proietti il territorio di Capo Peloro verso un futuro basato su di un progetto che unisca le grandi potenzialità economiche ed imprenditoriali dello stesso con le suggestioni che provengono dalla storia e dalla mitologia che da sempre ha caratterizzato questi luoghi.

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