Monthly Archives: Maggio 2014

Elezioni Europee 2014 – Impressioni di gente di strada

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Quella conclusasi ieri può, certamente, considerarsi una delle campagne elettorali più abominevoli che la storia del nostro paese possa ricordare. Non a caso i leaders dei diversi partiti, in modo particolare, quelli di maggioranza, si sono dati battaglia a colpi di insulti, parolacce e sbeffeggi, dimenticando spesso il ruolo ricoperto e soprattutto di proporre soluzioni alle varie problematiche che fino ad oggi hanno impedito e/o, quantomeno, rallentato quell’Unione Europea che i Padri Fondatori avevano progettato.
Ed infatti, l’imbonitore Renzi, dal palco di piazza Signoria a Firenze, oltre a dichiarare di non volere prendere lezioni da Grillo, è in grado solo affermare che tra quelli che sono lì (in Italia) da 20 anni (Berlusconi) e chi sa dire solo vaffa (Grillo), ci sarebbero solamente loro, citando, forse inopportunamente ed ingenuamente – vista la “ricorrenza” del 23 maggio – la non beneaugurante frase conclusiva “Il futuro è cosa nostra”.
Dal palco di piazza San Giovanni a Roma, invece, l’urlatore Grillo è capace solo di proporre “processi sul web” contro politici, giornalisti e imprenditori, con conseguenti “sputi digitali”, ma solo per divertirsi un po’, mentre l’amicone Casaleggio, che non condividerebbe l’uscita dall’euro, invitava la folla ad inneggiare a Enrico Berlinguer, affinchè sentano coloro che, impropriamente, utilizzerebbero il suo nome, innalzandolo a propria bandiera.
Per Berlusconi, invece, Grillo speculerebbe, forse non a torto, sulla disperazione dei cittadini che si trovano in difficoltà, paragonandolo ad un “aspirante dittatore” – che assomiglierebbe più a Robespierre, Stalin, Pol Pot e Hitler – che non si dovrebbe prendere a ridere, ma di cui si dovrebbe avere solamente paura.
In sostanza, questa è stata la campagna elettorale per le europee condotta dai leaders dei partiti di maggioranza che, certamente, non lascia ben sperare e che, sicuramente, non incontra il favore di quella gente – non poca – che non si sente rappresentata da alcuno di essi.
E’ probabile che anche questa volta l’astensionismo la farà da padrone.  

A Torre Faro per gli anziani “zero” impegno sociale

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Anche per questo Blog è giunto il momento di trattare un argomento di rilevante carattere sociale, da tempo trascurato a causa “forse” della grave situazione politico-economica che attanaglia il nostro “Bel Paese”, che induce a far discutere – magari non a torto – di ben altro. Ci si riferisce proprio agli anziani che, almeno, nel nostro villaggio hanno da sempre vissuto, e tuttora vivono, una situazione disagiata, soprattutto, dal punto di vista aggregativo. Non a caso in paese non esistono spazi ricreativi che consentano alle terze età di trascorrere, in maniera più o meno spensierata, le lunghe ed interminabili giornate invernali. Sebbene, l’iniziativa si trovi nelle mani di qualche piccola realtà associativa e dei vari luoghi d’incontro all’aperto (U Lantinninu, U Palazzeddu, le varie Piazzette e lo spazio antistante il “mai ex” Infopoint Turistico di Torre Faro) – questi ultimi di certo non fruibili nella stagione invernale -, è fuor di dubbio che l’amministrazione debba cominciare a pensare di risolvere questa locale problematica che costituisce, non solo la violazione di un sacrosanto diritto in un moderno stato sociale, quale dovrebbe essere l’Italia, ma soprattutto la violazione del principio d’uguaglianza, stante la diversità di trattamento, magari, tra realtà contigue.                    

A Torre Faro in via Canalone liquami a cascata

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Una lamentela accorata è giunta a questo Blog da parte di alcuni abitanti della zona che da tempo manifestano il loro disagio per la fuoriuscita di copiosi liquami dalla conduttura posta sotto il ponte che sovrasta il canale di collegamento tra il lago di Ganzirri ed il mare, nei pressi della via Canalone di Torre Faro. Ed infatti, da diverso tempo, soprattutto durante le precipitazioni meteoriche, dalla suddetta conduttura fuoriescono enormi quantità di maleodoranti liquami che, oltre a rendere l’aria nauseabonda ed irrespirabile, impediscono la navigazione nel suddetto tratto di canale.
La protesta pervenuta alla redazione del blog vuole essere l’ennesimo richiamo ed un ulteriore grido di allarme per le cattive condizioni igienico-sanitarie dei luoghi, con la speranza che, finalmente, si possa prendere in considerazione un’istanza formulata e rimasta inascoltata da anni che, tuttavia, necessita di una risposta immediata.

Guarda il video non crederai ai tuoi occhi




Torre Faro una discarica a cielo aperto

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Un chilometro e mezzo di strada “senza parole” tra il Pilone e l’Istituto Postetelegrafonici.
Non solo disservizio, ma soprattutto “inciviltà”


L’evasione fiscale e l’annullamento del sistema che la sostiene

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Il problema dell’evasione fiscale è un argomento importante e di grande attualità nel dibattito politico del nostro paese, per via dei suoi molteplici effetti negativi sull’economia.
Le posizioni per quanto riguarda le contromisure sono le più varie, ma si possono sintetizzare essenzialmente nelle seguenti due, peraltro, estremamente contrapposte.
La prima è quella secondo la quale si dovrebbe fare in modo che tutti paghino le tasse per, poi, vedersele ridotte, ovvero quando l’evasione sarà sconfitta, o perlomeno diminuita, le tasse potranno essere ridimensionate per tutti e, qundi, solamente a posteriori. I sostenitori di questa posizione ritengono, pertanto, che un maggiore impegno sia necessario da parte dello Stato nel colpire gli evasori fiscali aumentando la vigilanza e il controllo e inasprendo l’ammenda pecuniaria per gli evasori scoperti, come misura deterrente e repressiva.
L’altra è quella secondo la quale si dovrebbero pagare meno tasse per fare in modo che tutti le paghino, ovvero un modo per contrastare l’evasione fiscale sarebbe proprio quello di abbassare le aliquote a priori. In questo modo si otterrebbe un ampliamento della base imponibile, poiché i contribuenti, trovandosi a dover pagare tasse ridotte, sarebbero meno invogliati a correre rischi relativi ad accertamenti fiscali o sanzioni pecuniarie, ma stimolati a versare all’Erario.
Orbene, dato per scontato che entrambi i metodi non sono idonei a far recuperare, in maniera certa e determinata, le tasse evase, non vi è dubbio che solo il secondo possa favorire una veloce ripresa economica, ovviamente attraverso la predisposizione di un’idonea legislazione che, oltre ad obbligare al rilascio della documentazione fiscale, garantisca la certezza delle pene che, in ogni caso, non devono essere commisurate alla gravità della violazione commessa.

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