Monthly Archives: Novembre 2014

A Torre Faro condotte fognarie al collasso

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Problemi alla rete fognaria di Torre Faro si sono verificati anche in quest’ultima settimana, allorquando numerose richieste di intervento sono giunte all’ufficio comunale competente che, in alcuni casi, non è riuscito a risolvere la sgradevole bega. Anche questa è un’ulteriore ed annosa problematica che, negli ultimi anni, ha tormentato gli abitanti di Torre Faro, costretti a sopportare maleodoranti sversamenti di liquame ed, in ogni caso, la puzza causata dai frequenti intasamenti.
Tale problematica è da ricondurre a diversi ordini di ragioni: innanzitutto, all’inadeguatezza del sistema fognario, rispetto alla popolazione residente, la cui portata non consente il normale deflusso dei liquami, con il conseguente sovraccarico dello stesso; in secondo luogo, alla mancanza di senso civico da parte di alcuni che scaricano di tutto nella rete, a mo di isola ecologica; infine, alla cattiva esecuzione dei lavori di rifacimento del sistema fognario principale, risalente a non più di 15 anni, che, in alcuni tratti, ha sottomesso le condotte fognarie provenienti dalle vie secondarie e da quelle private, come la via Scarfì, dove i residenti, di frequente, si vedono costretti a sopportare sversamenti di liquami all’interno dei propri immobili e, nella migliore delle ipotesi, davanti all’ingresso degli stessi, ove sono situati i tombini di raccordo.
Anche questa amministrazione è consapevole dell’annosa problematica, ma nulla contrappone!!!!! 
                      

Dissuasori anti strascico e reef di ripopolamento a Capo Peloro

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Soddisfazione è stata espressa dal consigliere della VI circoscrizione, Giuseppe Sanò (PdR), che, con tutto il quartiere della zona nord, ha dato l’input al progetto per il ripopolamento dell’ittiofauna di Capo Peloro, predisponendo i tavoli tecnici e facendosi parte attiva e promotrice delle operazioni nei confronti dell’Amministrazione comunale rappresentata dall’assessore Filippo Cucinotta.
Giuseppe Sanò

Giuseppe Sanò
A Messina si è quindi tenuta, presso l’Assessorato per le risorse del mare, la conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri sul progetto proposto da Sanò. L’esito è stato ampiamente positivo e pertanto lo stesso modello, che nei giorni scorsi era stato presentato alla Regione Siciliana per la richiesta di finanziamento a valere dei fondi europei FEP per la pesca, è stato vistato favorevolmente ed inviato a Palermo.
Il progetto prevede l’installazione di alcuni moduli denominati “stopnet”, che permettono di impigliare le reti a strascico e a circuizione dei pescherecci che, abusivamente, si spingono sottocosta in zone in cui la pesca è vietata, danneggiandole senza arrecare pericoli e danni alle imbarcazioni. Altri moduli, denominati “reef” consentono, invece, di costituire tana di ripopolamento per le specie di fondale.
Il progettista, Guido Beltrami, e il responsabile del progetto, Francesco Falcone, hanno illustrato le esperienze avute in altre parti d’Italia, in Veneto, Liguria e Romagna, evidenziando come già dopo sei mesi dall’istallazione dei moduli erano ricomparse specie ormai divenute rare, come le aragoste, i molluschi e le ricciole. Dopo un anno e mezzo erano ricomparse le taglie medie e grandi di molte specie marine, che generalmente vengono falcidiate in giovane età, ottenendo anche ottimi risultati per il naturale rigenerarsi della Posidonia. Tutti i materiali impiegati sono sea friendly con ph compatibili con quelli dell’ambiente in cui vengono collocati.
La zona interessata dove verranno collocati questi “dissuasori” è il tratto compreso tra Capo Peloro e Mortelle, a batimetrie comprese tra 20 e 30 m, la Capitaneria di Porto darà segnalazione della presenza di queste strutture e farà le opportune ordinanze per la sicurezza della navigazione.

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