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A Torre Faro festeggiamenti in onore della Madonna delle Lettera

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Oggi a Torre Faro si terrà la tradizionale festa in onore della Madonna della Lettera, evento che si celebra ogni anno – la terza domenica di agosto – portando in processione la novecentesca statua in gesso della Madonna della Sacra Lettera, venerata nell’omonima parrocchia. Alle ore 18,30, infatti, la statua della Madonna della Lettera verrà portata solennemente in processione lungo le vie del borgo.
Nell’ambito delle manifestazioni collaterali all’evento, nella serata di venerdì si è tenuto il festival musicale del “Pilone d’Oro”, mentre la serata di ieri è stata animata dalla esibizione di alcune scuole locali di danza. Oggi, invece, la scena sarà tenuta dallo spettacolo musicale del duo Lorenzo Guarnera e Jole, mentre, alle ore 24, al termine della giornata di festeggiamenti, saranno proposti i tradizionali giochi pirotecnici di Capo Peloro.
  

Ancora un ordigno bellico ritrovato a Torre Faro

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Anche quest’anno sono stati ritrovati ordigni bellici nelle acque antistanti la località balneare di Torre Faro. La Capitaneria di Porto di Messina, infatti, ha vietato la navigazione e la balneazione, sino a 200 metri dal punto in cui è avvenuto il ritrovamento, per effettuare le operazioni di bonifica ed evitare pericoli per chi va per mare. Gli ordigni, presumibilmente risalenti alla seconda guerra mondiale, sono stati ritrovati adagiati su un fondale di circa quattro metri ed a circa 60 metri dalla costa.

Ecco i risultati della sospensione del servizio di raccolta rifiuti a Torre Faro

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Come è possibile sospendere, nei fine settimana, a Torre Faro il servizio di raccolta rifiuti, quando il risultato è cotanto indecoroso, insalubre e malsano? La spending review la facciano “risparmiando” nel prendere decisioni così assurde.


Torre Faro, come al solito, nel caos

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Anche quest’anno, come ogni anno, Torre Faro è piombata nel caos più assoluto. Non è un’esagerazione affermare che ogni anno che passa il paese, almeno in questa stagione, diventa sempre più invivibile.
La causa di tutto ciò, ovviamente, è da ricercarsi nella cattiva e/o carente organizzazione di tutti quei servizi che, almeno nella stagione estiva, dovrebbero essere garantiti, innanzitutto, alla popolazione residente e, poi, ai tanti turisti, giornalieri e permanenti, che si riversano in questo periodo nella ridente località balneare.
Non si può negare, infatti, che il servizio di viabilità sia di fondamentale importanza per la regolazione del traffico nell’antico borgo marinaro, considerato che le vie principali del paese, a causa dell’intenso traffico veicolare e del parcheggio selvaggio, sono spesso intasate, nonchè teatro di inestricabili ingorghi. Da tempo si parla di attuare, almeno nel periodo estivo, la ZTL e di attivare il parcheggio a raso delle “Torri Morandi” (ex Enel), ma tutte le amministrazioni che, fino ad ora, si sono succedute non sono state capaci, o meglio, non hanno avuto la volontà di farlo.
Anche il servizio di raccolta rifiuti lascia molto a desiderare, non solo perchè il metodo porta a porta non ha sortito gli esiti sperati, considerato che, inizialmente, era partito per l’attuazione della differenziata, ma soprattutto perchè, nell’ottica di una improbabile spending review, rimane sospeso nei fine settimana, con conseguente sovraccarico dei punti di raccolta (area ex Seafligth e via Circuito) dislocati nel paese dove l’area, ovviamente, diventa irrespirabile e l’ambiente circostante insalubre e malsano.
Infine, servizi di vigilanza e controllo del territorio inesistenti.
Non si comprende, allora, come un’amministrazione che, per la rinascita della città di Messina, punta sullo sviluppo del turismo nell’area di Capo Peloro, possa tollerare questo stato di fatto.
Ai proclami, oramai, non crede più nessuno, alle “tornate elettorali”, purtroppo, ancora si ……. rimane fedeli nei secoli dei secoli …………                      

Messina ed il piano di riequlibrio economico-finanziario

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L’hanno chiamato “Piano di riequilibrio economico-finanziario”, ma altro non è che il totale dei debiti che gli amministratori del Comune di Messina avrebbero “finalmente” calcolato, al fine di trovare le risorse necessarie per far fronte agli stessi e così evitare il tanto “innominato” quanto temuto “dissesto”.
Una critica, tuttavia, si ritiene doverosa, considerato che nella delibera approvata dalla giunta comunale, a fronte della certezza – ma non tanto, considerati i 420 milioni di debiti latenti diventati, con un artificio che non è dato sapere, 227 milioni – dell’ammontare dei debiti, non corrisponde un’altrettanta certezza delle risorse su cui si potrà fare affidamento per l’appianamento degli stessi. Pur volendo prendere in considerazione i numeri comunicati dagli addetti ai lavori (44 milioni per risparmio energetico, 25 milioni per riduzione dei costi sui fitti passivi, 48 milioni per risorse derivani dalla TARES, 41 milioni per proventi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale ed il resto derivante dalle misure di efficientamento dei servizi da parte delle partecipate), peraltro, non sufficienti a coprire l’intero ammontare del debito, non può non evidenziarsi come il suddetto piano di riequilibrio, non solo non sia stato formato per cassa, ma, addirittura, faccia riferimento a “nemmeno tanto” presumibili entrate, oltre che a politiche derivanti dalla programmazione – ancora evidentemente non attuata – delle società partecipate dal Comune.
Ma il paradosso è che c’è qualcuno che, ancora, ritiene che questo piano di riequilibrio non sia una minaccia del dissesto, ma un’opportunità per la rinascita di Messina. Mah !!!!!!!  

Emergenza ebola, accoglienza migranti e conseguenti precauzioni

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Da qualche mese e sempre con più insistenza, in ogni notiziario che si rispetti, si parla dell’epidemia di Ebola che ha colpito l’Africa Occidentale. Questo virus, estremamente aggressivo per l’uomo, causa una febbre emorragica potenzialmente mortale (il tasso di mortalità dell’epidemia varia dal 50% all’ 89% secondo il ceppo virale), preceduta da una gamma di sintomi che vanno dal vomito alla diarrea, dal dolore o malessere generalizzato alla emorragia interna e esterna. I morti a causa dell’epidemia di Ebola sono, ormai, saliti quasi a 1000, mentre quasi 2000 sono i casi di contagio, cifre queste che hanno spinto nei giorni scorsi l’OMS a dichiarare l’epidemia “Emergenza di salute pubblica di livello internazionale, la peggiore da almeno 40 anni”.
Detto questo è d’obbligo porsi qualche domanda.
1) Gli sbarchi dei migranti provenienti dall’Africa Occidentale, che, giornalmente, hanno luogo sulle nostre coste, contribuiscono “per caso” ad innalzare il rischio di una diffusione dell’epidemia anche nel nostro paese?
2) Al momento dell’accoglienza dei suddetti migranti “per caso” vengono prese le precauzioni necessarie per evitare la diffusione del virus anche nel nostro paese?
Tali domande sembrano essere tutt’altro che illegittime e scandalose e, certamente, non permeate da una visione intollerante dell’annosa problematica, considerato il numero di migranti che dall’Africa Occidentale approda sulle nostre coste e stante le misure di precauzione che paesi, come l’America e la Spagna, hanno preso per fare rientrare in patria i loro connazionali colpiti dal mortale virus.
Di contra, non sembra che nel nostro paese – come si vede dalle immagini televisive – le autorità preposte abbiano adottato, durante gli sbarchi, simili precauzioni. Con questo non si vogliono alimentare inutili allarmismi, come è avvenuto per il “Caso Lampedusa” dove, a causa della falsa notizia diramata su Facebook, vi sono state una pioggia di disdette nelle strutture alberghiere, ma non vi è dubbio che il rischio sussiste ed è veramente alto, vista la mancanza di adeguati controlli, non solo nel momento dello sbarco nei nostri porti, ma soprattutto nel momento dell’accoglienza sulle navi e motovedette italiane che pattugliano, costantemente, il Canale di Sicilia.

Il decentramento a Messina e l’attuale ruolo dei consigli di quartiere

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Già in passato su questo blog si è parlato di decentramento territoriale e si è arrivati alla conclusione che molte delle problematiche attinenti alla gestione del territorio dipendono proprio dalla sua mancata attuazione.
Detto ciò, è lecito domandarsi quale ruolo ricoprano oggi i Consiglieri di Circoscrizione che sono, o per lo meno dovrebbero essere, i primi referenti sul territorio dei cittadini, in buona sostanza coloro che si occupano, o meglio che dovrebbero occuparsi, dei problemi quotidiani degli abitanti di un quartiere.
Orbene, ascoltando qua e là qualche consigliere del nostro quartiere ci si accorge che il loro è un ruolo più astratto che concreto, considerato che non hanno ne le facoltà ne le risorse per potere agire autonomamente. In poche parole, patiscono, anche se non se ne accorgono, l’assenza del “decentramento amministrativo“.
Il ruolo di consigliere di circoscrizione, infatti, nasce per servire in modo efficace ed efficiente il cittadino è un ruolo pensato, appositamente, per dare la possibilità ai cittadini di interagire con immediatezza con la pubblica amministrazione. Sono tanti i compiti che la legge affida ai consiglieri di circoscrizione, ma quello più significante è, indubbiamente, il ruolo svolto dalla commissione bilancio che dovrebbe permettere ai quartieri la programmazione di attività nel territorio, con il territorio e per il territorio.
Tornando alla realtà, invece, e pensando a cosa un consigliere di circoscrizione non possa fare, basta semplicemente dare un’occhiata alle tante delibere esitate dai consigli di circoscrizione, spesso concertate con i territori, ma mai attuate dall’amministrazione comunale. 
A questo punto è inutile sottolineare che il decentramento non è semplicemente importante, ma fondamentale per la rinascita della nostra città. È, ormai, sotto gli occhi di tutti che, sin dall’inizio di quest’ultima legislatura, la Giunta ed il Consiglio Comunale hanno solo dimostrato di essere inefficaci, inefficienti e spesso distanti dalla vere problematiche della città.

Immigrati mantenuti e senza nessuna prospettiva. Perchè non utilizzarli?

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E’ notizia, oramai, risaputa da tutti, che il costo di mantenimento per ogni immigrato sbarcato sulle nostre coste si aggira attorno ad € 45,00 al giorno, importo questo da non confondere con gli ulteriori costi che lo Stato Italiano deve affrontare per sostenere l’operazione “Mare Nostrum” e che, in questa sede, non si osa nemmeno quantificare, visto che andrebbero considerate anche le spese per l’eventuale espulsione degli “indesiderati”, quelle per il controllo delle frontiere ed, infine, quelle per la cooperazione con i paesi terzi finalizzata ad arginare il fenomeno. Come è facile dedurre, i costi sono talmente alti che occorrerebbe un’autonoma voce di bilancio e non capitoli di spesa ricompresi – forse non a caso – nei bilanci delle varie amministrazioni “interessate”. La formazione di un autonomo e consistente bilancio su questa spesa, forse, provocherebbe la reazione del popolo, non tanto per la sottrazione di risorse che potrebbero andare a vantaggio dello stesso, quanto per il fatto che, comunque, in tutta questa situazione c’è sempre il furbetto “italiano” di turno che, certamente, ci guadagna. Si pensi a tutto l’apparato “non statale” che opera, magari sotto l’egida del volontariato, all’interno della macchina organizzativa dell’accoglienza agli immigrati.
Detto questo, ritornando al costo giornaliero di mantenimento degli immigrati nel nostro paese, appare lecito farsi una domanda: perchè questi immigrati, una volta rifocillati, non possono essere utilizzati, magari dagli enti territoriali – che in ogni caso sono quelli che provvedono al loro mantenimento con i centri di accoglienza locali -, in attività dove vi è carenza di manodopera e così compensare il costo di quel mantenimento giornaliero che lo Stato Italiano, in ogni caso, garantisce loro?
Dopotutto, tra le altre legittime aspettative degli immigrati, vi è anche quella di trovare un lavoro per potersi mantenere. Oggi, purtroppo, si vedono solo immigrati mantenuti che non fanno altro che vagabondare per le vie della città, elemosinando qua e la qualche spicciolo, mentre, per esempio, nella città di Messina, a dire dei nostri amministratori, manca la manodopera che garantisca la pulizia e la scerbatura delle strade cittadine e di periferia.

Riprende vita il progetto del “parcheggio a raso” alle Torri Morandi di Torre Faro

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Con l’annuncio dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Nico Torrisi, relativo ad un finanziamento di 60 milioni di euro nel settore dello sviluppo urbano sostenibile, da ripartire tra quaranta comuni della Regione Sicilia, soprattutto, tra quelli con popolazione superiore ai 30 mila abitanti, riprende vita l’oramai abbandonato progetto del “parcheggio a raso di Torre Faro”, una di quelle opere di cui si è sempre discusso in questo Blog, ma, in realtà, mai prese nella giusta considerazione dalle amministrazioni che si sono succedute fino ad oggi. Ad onor del vero è notizia di questi giorni che la giunta Accorinti avrebbe ripreso la pratica per il finanziamento di questa “infrastruttura”, per la cui realizzazione occorrerebbero circa 3,6 milioni di euro, ma è pur vero che non si sarebbe parlato dell’attuazione della ZTL, tassello questo altrettanto indispensabile per il completamento di quel progetto di viabilità che, unitamente alla realizzazione della suddetta opera, dovrebbe liberare il villaggio di Torre Faro dalla bolgia infernale del traffico veicolare estivo.

Prove d’incendio e di viabilità a Torre Faro

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Se è vero come è vero che il buon giorno si vede dal mattino, non è difficile immaginare quali saranno le problematiche che affliggeranno il villaggio di Torre Faro durante la stagione estiva, oramai, alle porte. A dire il vero sono le “solite problematiche” che la redazione di questo Blog ha sempre denunciato e che tutte le amministrazioni che si sono succedute nel corso dell’ultimo decennio non hanno mai voluto risolvere, nonostante ne avessero e ne hanno piena consapevolezza.
Come ogni anno anche quest’anno (precisamente oggi) – non siamo nemmeno all’inizio della stagione – una parte dell’area sottostante al Pilone è stata teatro di un’incendio che, fortunatamente, grazie ad una lieve brezza di grecale, non si è propagato verso la fitta selva di sterpaglie ed erbacce che invadono il resto della stessa. L’intervento dei Vigili del Fuoco, peraltro, è stato reso vano dal traffico veicolare e dal parcheggio selvaggio che non hanno consentito loro di raggiungere il rogo. Nulla, infatti, i soccorritori hanno potuto fare, se non controllare il fuoco ed aspettare che si spegnesse da solo.
A Torre Faro la pulizia/scerbatura dell’area Seafligth-Pilone e, soprattutto, l’attuazione nel periodo estivo della ZTL, come sempre, rimangono e rimarranno argomenti di attualità, almeno, sino a quando qualcuno non deciderà di affrontarli.    
Non vi è dubbio che quanto accaduto debba servire da monito a coloro che amministrano la cosa pubblica, affinchè prevengano tali eventi che, solo per pura coincidenza – facendo gli scongiuri -, fino ad ora, non hanno portato a conseguenze più gravi e drammatiche.

    

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