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Dissuasori anti strascico e reef di ripopolamento a Capo Peloro

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Soddisfazione è stata espressa dal consigliere della VI circoscrizione, Giuseppe Sanò (PdR), che, con tutto il quartiere della zona nord, ha dato l’input al progetto per il ripopolamento dell’ittiofauna di Capo Peloro, predisponendo i tavoli tecnici e facendosi parte attiva e promotrice delle operazioni nei confronti dell’Amministrazione comunale rappresentata dall’assessore Filippo Cucinotta.
Giuseppe Sanò

Giuseppe Sanò
A Messina si è quindi tenuta, presso l’Assessorato per le risorse del mare, la conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri sul progetto proposto da Sanò. L’esito è stato ampiamente positivo e pertanto lo stesso modello, che nei giorni scorsi era stato presentato alla Regione Siciliana per la richiesta di finanziamento a valere dei fondi europei FEP per la pesca, è stato vistato favorevolmente ed inviato a Palermo.
Il progetto prevede l’installazione di alcuni moduli denominati “stopnet”, che permettono di impigliare le reti a strascico e a circuizione dei pescherecci che, abusivamente, si spingono sottocosta in zone in cui la pesca è vietata, danneggiandole senza arrecare pericoli e danni alle imbarcazioni. Altri moduli, denominati “reef” consentono, invece, di costituire tana di ripopolamento per le specie di fondale.
Il progettista, Guido Beltrami, e il responsabile del progetto, Francesco Falcone, hanno illustrato le esperienze avute in altre parti d’Italia, in Veneto, Liguria e Romagna, evidenziando come già dopo sei mesi dall’istallazione dei moduli erano ricomparse specie ormai divenute rare, come le aragoste, i molluschi e le ricciole. Dopo un anno e mezzo erano ricomparse le taglie medie e grandi di molte specie marine, che generalmente vengono falcidiate in giovane età, ottenendo anche ottimi risultati per il naturale rigenerarsi della Posidonia. Tutti i materiali impiegati sono sea friendly con ph compatibili con quelli dell’ambiente in cui vengono collocati.
La zona interessata dove verranno collocati questi “dissuasori” è il tratto compreso tra Capo Peloro e Mortelle, a batimetrie comprese tra 20 e 30 m, la Capitaneria di Porto darà segnalazione della presenza di queste strutture e farà le opportune ordinanze per la sicurezza della navigazione.

Pesca di frodo tra Mortelle e Capo Peloro. Servono fondi per collocare i dissuasori

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Riporto un articolo pubblicato in data odierna su tempo stretto.

Gli assessori Ialacqua e Cucinotta, alla seduta di Consiglio del VI quartiere, hanno assicurato il loro impegno per richiedere fondi al fine di contrastare la pesca a strascico, che mette a rischio la sopravvivenza di intere specie di pesci, caratteristici del mare dello Stretto di Messina
Verrà costituito un tavolo tecnico per ottenere i fondi necessari per la collocazione di dissuasori e simili, come unica soluzione per contrastare la problematica della pesca a strascico e tutelare l’equilibrio eco ambientale dello Stretto.
E’ l’esito dell’incontro, nella sede del VI quartiere, tra i rappresentanti del territorio e gli assessori Ialacqua e Cucinotta, che hanno assicurato il loro impegno.
Nei giorni scorsi, il consigliere Saverio Arena aveva raccolto le firme per una petizione popolare che ha visto unito e compatto un intero villaggio. Ed anche il consigliere Giuseppe Sanò si era interessato alla vicenda.
“Il mare non è una fonte inesauribile – afferma Sanò -. Durante la scorsa primavera, tutti i giorni, pescherecci provenienti dalla vicina Calabria si alternavano con reti a circuizione fino a quando l’ultimo pesce catturabile fosse issato sulle loro imbarcazioni. E tutto questo avveniva nelle acque antistanti a quella che doveva essere la riserva naturale di Capo Peloro, che ricordo essere inserita tra le zone Natura 2000.
Perciò, come stabilito dall’articolo 4 del Regolamento CE 1967/2006 del Consiglio dell’Unione Europea, è vietata la pesca con reti da traino, draghe, ecc.”.
Anche le rivalità tra i pescatori sono state superate e la richiesta unanime è quella di proteggere un intero habitat naturale: “Come la posidonia oceanica, simbolo del benessere del nostro mare – conclude Sanò -, anche alcune specie di pesci sono ormai presenti solo nei ricordi di qualche vecchio pescatore. Invertiamo la rotta, oggi siamo ancora in tempo. Chiediamo alle autorità competenti di lottare insieme a noi per ottenere i fondi, tra l’altro esigui se si considera la nobiltà dell’intento, necessari alla messa in sicurezza del nostro mitico e leggendario mare, affinché la nostra progenie possa continuare a godere dei suoi frutti”.

Un ringraziamento oltre che alla giunta comunale intervenuta, va al Primo Maresciallo NP Tommaso Baluci e al Capo di 1^ Classe NP Massimiliano Capogatti della Guardia Costiera per l’impegno preso con il consiglio della VI Circoscrizione
Giuseppe Sanò

VI quartiere, ore 9, Incontro con comandante Samiani e assessore Cucinotta per petizione contro pesca di frodo

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Quotidianamente nel sottocosta del mar Tirreno, nelle acque antistanti a Torre Faro, viene praticata una pesca intensiva con reti a strascico e similari ad una distanza a volte anche sotto i 100 metri ed in un fondale di pochi metri. Presto tornerà ad essere il periodo della riproduzione delle ricciole. I pescherecci, una volta individuato il banco, lo circuiscono per intero impedendo il naturale ripopolamento. Ogni giorno qualcuno chiama la Guardia Costiera, ma ormai da mesi inutilmente. La situazione richiede un intervento reale, gli abitanti della zona si sentono traditi da chi dovrebbe difendere quello che per molti rappresenta la storia del paese. Siamo un po’ tutti stanchi di vivere di ricordi e di racconti di quei pochi fortunati che hanno potuto vedere e gioire della pescosità dei nostri mari.Il presidente del VI quartiere, Orazio Laganà, ha invitato ad un incontro l’assessore Filippo Cucinotta ed il Comandante Samiani della Guardia Costiera per rispondere ad una petizione popolare, coordinata dal consigliere Saverio Arena, che chiede un loro fattivo aiuto.

Di seguito allego il link ad un sito di una ditta specializzata nella realizzazione di dissuasori antistrascico 


 http://www.tecnoreef.com/

Giuseppe Sanó



Il bello della punta?

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L’altra mattina dei surfisti sono entrati in macchina, a circa 40 – 50km/h, nella strada circolare che gira attorno al basamento del pilone; non hanno nemmeno rallentato per superare il marciapiedi che delimita la strada asfaltata dalla strada attorno al basamento (in ghiaia). Poi hanno anche parcheggiato le loro macchine sulla duna.
Volevo capire se il pensare che abbiano un po’ esagerato sia un pensiero solo mio oppure se invece la cosa sembra fuori posto a tanti… Per me è allo stesso livello del cumulo di spazzatura davanti al cancello del “complesso capo peloro”, un affronto per la bellezza del posto.
Invece di godersi la punta, il vento e la corrente, questi signori violentano la zona con i loro gipponi, passando ad alta velocità dove ci potrebbero essere persone a piedi e poi piazzando i gipponi sulla parte di duna “protetta” (più prosaicamente: dove sono stati spesi soldi per le cannette che fermano la sabbia).
A me non piace questo modo di fare, contrasta con il senso di questi ultimi anni di ripresa della zona della punta. Invece che degradarsi sempre più, la zona della punta, con quei pochi metri quadrati di verde al posto del folle parcheggio di prima, ha ripreso una apparenza meno indecente.
Il verde contrasta in modo strano con il pilone ed anche con lo scheletro dell’ex-seaflight. Se non ci fossero le parti nuove in mattonacci grigi di quelle parti nuove dell’ex-seaflight non dico che sarebbe un bel contrasto, ma insomma… sarebbe un qualcosa di meno indecente di quanto ci si sarebbe potuto aspettare prima dell’area verde.
Questo a me pare il bello della punta: quel fazzoletto verde in contrasto con le strutture metalliche.
Ma queste macchine che entrano in spiaggia, spesso a velocità pericolose, parcheggiano sulla duna, etc., paiono solo a me un affronto a quel poco di bello che c’è in zona? Vi chiedo, siccome la bellezza è negli occhi di chi guarda, solo a me danno fastidio?

Il bellissimo paese di Torre Faro.

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Torre Faro è uno dei maggiori paesi della Sicilia ad essere colpiti dal turismo, infatti sono molte le persone che vengono in questo luogo, in tutte le stagioni dell’ anno.
Uno dei maggiori problemi è il poco sfruttamento del fenomeno stesso, soprattutto nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto .
La scorsa estate nella via Pozzo Giudeo era stato organizzato un parcheggio a pagamento, e con una navette i turisti venivano portati direttamente nella meta prestabilita.
Purtroppo questo tentativo è andato in fallimento perchè proprio vicino al mare le persone potevano sostare gratuitamente nell’ area seaflight, senza che nessuno glielo vietasse dal momento che è in stato di abbandono.
Per risolvere questo problema bisognerebbe creare nella stessa aerea seflight dei parcheggi a pagamento in modo tale da ricavare del denaro, evitando di far parcheggiare le auto nella strada causando ingorghi.

L’Amerigo Vespucci in rada sullo sfondo Torre Faro

Le splendide spiagge di Torre Faro coperte di immondizia durante il periodo estivo

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Ogni anno durante il periodo estivo sono molte le persone di tutta Italia, e non solo, che vengono a visitare il piccolo paese di Torre Faro a Messina, le sue bellissime spiagge e il suo splendido mare.
Però queste ultime vengono considerate delle vere e proprie pattumiere, infatti durante i tre mesi estivi in queste vengono gettati tutti i rifiuti possibili come cicche di sigarette, bottigliette d’acqua o di birra, rifiuti plastici, rfiuti metallici, copertoni d’auto. Insomma elementi difficili da smaltire soprattutto se abbandonati in una spiaggia.
La scorsa estate alcune persone hanno raccolto volontariamente tutta l’immondizia presente nelle spiagge, ma con grande stupore al termine del giorno seguente c’erano di nuovo i fastidiosi e inquinanti rifiuti.
Questo ci fa notare l’inciviltà delle persone che arrivano a Torre Faro ogni estate e che invece di gettare l’immondizia negli apposito cassonetti, la buttano dove prima gli capita.

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